
KOMIKAZEN
4° festival internazionale del fumetto di realtà
Ravenna 10-11 ottobre 2008
Ravenna diventa nuovamente il centro del fumetto di realtà e di sperimentazione con il festival Komikazen. Due giorni di mostre, incontri e workshop con performance finale in occasione della notte d'oro a Ravenna.
Il Centro Fumetto "Andrea Pazienza" patrocina anche quest'anno l'iniziativa e presenterà “Mecnavi”, di Leonardo Guardigli, che ha vinto a pari merito con Marino Neri la scorsa edizione del premio Komikazen.
Venerdì 10 Ottobre 2008, ore 18,30
"Barnum" - via Magazzini Posteriori, Ravenna
Presentazione del libro, intervengono: Elettra Stamboulis, Rudi Ghedini, Michele Ginevra e Leonardo Guardigli.

VI Padiglione, domenica 11 maggio ore 11.15
2008: anno della sicurezza nei luoghi di lavoro
Bradipo Editore presenta:
Ci fermavamo sempre al bottegone, di Enzo Biagioni
Nel buio di una nave, di Rudi Ghedini
All’incrocio tra Bhopal e Marghera, di Serena Martinelli
Interverranno: Giuseppe Castronovo e Michele Coppola, presidente e vicepresidente del Consiglio comunale, e Tom Dealessandri, vicesindaco e assessore al Lavoro
Il VI Padiglione si trova nell’area pedonale “Grattacielo Lancia “ (Via Caraglio)
Torino, 11 maggio
Nella mattinata di domenica 11 maggio, nell'ambito della Fiera del libro di Torino, dovrei essere fra gli ospiti di un incontro sugli incidenti sul lavoro.
Appena ne so di più, lo scrivo.
Il primo maggio 2007 ero a Venezia, a Campo San Barnaba, per un'iniziativa pubblica sul tema della sicurezza sul lavoro. Si parlò anche di Porto Marghera, dove è appena avvenuta una tragedia terribilmente simile a quella che si verificò nel porto di Ravenna vent'anni prima (il mio libro era appena uscito).

Il 13 marzo 1987 tredici lavoratori persero la vita soffocati nella stiva della gasiera Elisabetta Montanari all’interno del cantiere Mecnavi, all’epoca il più grande cantiere privato sul mare Adriatico. Innescato dalla scintilla di una fiamma ossidrica, un piccolo incendio surriscaldò il rivestimento dei serbatoi di combustibile, che gocciolò sul fondo della stiva e prese fuoco a sua volta. Dalla combustione si svilupparono ossido di carbonio e acido cianidrico. L’aria divenne presto irrespirabile. L’autopsia certificò la morte per edema polmonare causato da inspirazione di sostanze tossiche, dopo una lunghissima agonia.
Nel libro ho cercato di ricostruire la vicenda e il contesto storico, i lunghissimi passaggi processuali (cinque processi penali, sedici anni per arrivare ai risarcimenti alle famiglie), cosa è cambiato e come si possa ancora morire di lavoro, oggi. Volevo contrastare la più subdola fra le figure retoriche solitamente accostate agli incidenti sul lavoro: quante volte ci è capitato di sentire la parola strage associata a fatalità? Invece, ciò che è accaduto si presenta come un'evidente, intollerabile, odiosa ingiustizia. Con una lunga serie di colpevoli: imprenditori, subappaltatori, chi rilasciò le autorizzazioni, chi non vigilò come avrebbe dovuto.
È raro trovare una concentrazione di cause simile a quella che si determinò nel cantiere Mecnavi, ma in ogni infortunio sul lavoro si ritrovano alcuni fra gli elementi di quella tragedia: lavoro nero, caporalato, imprenditori che non tollerano il sindacato nella loro azienda, colpevoli risparmi sulle norme di sicurezza, mancato addestramento del personale, omissione dei sistemi anti-infortunistici, un’organizzazione del lavoro finalizzata al massimo profitto nel più breve tempo possibile.
Zola Predosa, municipio
mercoledì 5 dicembre, ore 20.30
presento il libro insieme a Bruno Papignani (segretario provinciale FIOM) e Maurizio Patelli (assessore al lavoro del Comune di Casalecchio)
In questo momento, il contatore di Articolo 21 segnala che i morti sul lavoro, dall'inizio dell'anno, sono 967; quasi un milione gli infortuni, 23803 gli invalidi.

Bologna, 16 novembre, ore 18.00
nella sala della biblioteca del Centro civivo Lame,
presenterò il libro insieme a Renata Bortolotti, della segreteria CGIL di Bologna.
Imola, mercoledì 5 settembre
Ore 18.30 spazio libreria: aperitivo con l’autore
RUDI GHEDINI ci parla del suo libro “Nel buio di una nave” (Bradipolibri 2007). L’incidente della Mecnavi del 13 marzo 1987 in cui 13 uomini morirono soffocati nella stiva della Elisabetta Montanari, gasiera in manutenzione nel porto di Ravenna. Lo intervista VALERIO ZANOTTI, direttore del portale della Coop. Bacchilega.
Ore 20.15 spazio dibattiti: IL FUTURO DELLA SINISTRA
GENNARO MIGLIORE (capogruppo PRC-SE alla Camera dei deputati), ALFIERO GRANDI (Sottosegretario Economia e Finanze – Sinistra Democratica), ELIAS VACCA (Deputato PdCI, commissione finanze e giunta autorizzazioni), PAOLO CENTO (Sottosegretario Economia e Finanze - Verdi), ALESSIO D’AMATO (Presidente Ass. RossoVerde per la Sinistra Europea); coordina RUDI GHEDINI (giornalista e scrittore).

http://www.sabatoseraonline.it/home_ssol.php?site=1&n=articles&category_id=162&article_id=106001
Mercoledì 27 giugno, ore 21.00
presso la Festa dell'Unità di Cadriano (BO))
presentazione del libro alla presenza dell'autore
con Bruno Papignani, segretario provinciale FIOM
Bologna, 14 giugno, 20.30, vicolo Bolognetti 2

Accanto agli incidenti sul lavoro sopravvivono figure retoriche intollerabili: quante volte ci è capitato di sentire la parola "fatalità"? Al contrario, ciò che si verifica ogni giorno si presenta come un'odiosa, concreta ingiustizia, con vari livelli di responsabilità. Ovunque prevalga la logica del massimo ribasso, si specula sulle norme di sicurezza, sul lavoro irregolare. E anche nel territorio bolognese assistiamo al riemergere del caporalato.
Il presidente Napolitano ha affermato che "gli infortuni sul lavoro sono una piaga da estirpare, non un prezzo inevitabile da pagare", che "i minori e gli immigrati sono le vittime più colpite da questo sistema" e che i controlli "vanno compiuti sistematicamente". Alcuni provvedimenti del Governo vanno nella direzione giusta, altri ci sembrano contraddire le dichiarazioni di principio. Occorre che il sistema delle regole e delle sanzioni sia reso concreto da un rafforzamento dei controlli e dalla rapidità dei procedimenti giudiziari. Occorre rivedere la disciplina degli appalti e, soprattutto, occorre ridare dignità al lavoro e ricostruire un'autentica "cultura della prevenzione": i dati dimostrano che il costo sociale della sicurezza è nettamente inferiore a quello provocato dagli incidenti.
Ne parleremo giovedì 14 giugno - dalle 20.30 alle 22.45 - presso il cortile di vicolo Bolognetti. Tiziano Rinaldini (Uniti a Sinistra) orienterà il confronto coinvolgendo Antonio Faggioli (Società italiana di Igiene e Medicina preventiva), Franco Focareta (docente presso l'Università di Bologna), Rudi Ghedini (autore del libro "Nel buio di una nave", a vent'anni dal tragico incidente nel porto di Ravenna) e Gino Rubini (ideatore e curatore del sito diario-prevenzione.it).
La Prima Casa A Sinistra vuole proporre questi temi all'attenzione dei bolognesi, nella convinzione che se la sinistra ha ancora un senso, è da qui che deve ripartire. Dai diritti di chi lavora. Dalla dignità del lavoro. Dal trovare insopportabile la persistenza di simili ingiustizie.
La Prima Casa A Sinistra - Via Zampieri 12 - www.sinistra-er.net
Appuntamenti e presentazioni
domenica 3 giugno, ore 17.00, Sant'Antonio di Ravenna, all'interno della festa del rione
giovedì 7 giugno, ore 14.30, Fiera di Bologna, fra le iniziative collaterali di "Ambiente Lavoro", salone dell'igiene e sicurezza
giovedì 14 giugno, ore 20.30, Bologna, Cortile di Vicolo Bolognetti, nel dibattito intitolato "Lavoro sì, martiri no"
mercoledì 27 giugno, ore 21.00, festa dell'Unità di Cadriano.
| Ciclica e tragica la regolarità con cui muoiono sul lavoro 3-4 persone ogni giorno, circa 1200 ogni anno. | |
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Liberazione, 19 maggio 2007, pagina 12 |
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| Ravenna, dramma della "Montanari": sopravvive e prospera solo il disprezzo dei diritti dei lavoratori | |
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Rudi Ghedini* |
Imola, giovedì 10 maggio, presso “La Palazzina”, via Quaini 14, ore 21.00
"Mai più": proiezione del documentario di Pullano, Ferrieri e Ghedini sulla tragedia avvenuta il 13 marzo del 1987 nel porto di Ravenna, con la morte di 13 operai in seguito a un incendio sviluppatosi nelle stive della “Elisabetta Montanari”.
"Nel buio di una nave", presentazione del libro alla presenza dell'autore.
La serata è promossa in collaborazione con Cgil, Cisl e Uil di Imola, nel ventennale del più grave incidente sul lavoro avvenuto nel dopoguerra.
http://lapalazzina.imola.info/pages/mai%20più/MAI%20PIU.htm
http://lapalazzina.imola.info/pages/notizie.htm
http://cartellone.comune.imola.bo.it/pagine/scheda.cfm?sw_quando=&wcartellone_id=9597&wcat_cart_id=7
EDITORIALE - http://www.articolo21.info/editoriale.php?id=2356
Il Primo Maggio a Venezia. Sicurezza, precariato e capolarato
di Marta Meo
Quest’anno il primo maggio è stato l’occasione in tutta Italia per parlare di sicurezza sul lavoro. A Venezia, in Campo san Barnaba, se ne è discusso a partire dal racconto di un fatto, la storia della strage della Mecnavi di Ravenna, la più grande tragedia del lavoro che il nostro paese abbia conosciuto, per iniziativa delle sezioni Ds di San Polo e Dorsoduro e dal Nuovo Circolo 1°maggio.
A discutere con Rudi Ghedini, autore del libro “Nel buio di una nave”, si sono trovati il senatore Felice Casson e Diego Gallo, già segretario regionale della Cgil del Veneto.
Il racconto di una storia successa vent’anni fa è stata l’occasione per ricordare i tredici uomini morti nella stiva della nave Elisabetta Montanari, e soprattutto per riflettere sul fatto che in tutti questi anni i morti sul lavoro non sono mai diminuiti (sono sempre tre, quattro al giorno), così come non sono cambiate le ragioni per cui si muore. Fretta, contemporaneità di lavorazioni incompatibili, scarsa preparazione del personale, assenza di dotazioni di sicurezza sono solo alcune delle concause dell’incidente della Mecnavi, ma anche le ragioni per cui di lavoro si continua a morire oggi.
Le norme previste dal legislatore per la sicurezza – lo ha sottolineato Felice Casson – sarebbero adeguate, ma si tratta di leggi sistematicamente non rispettate, a cui vanno aggiunte la mancanza di cultura della sicurezza e l’assoluta insufficienza dei controlli.
A complicare le cose la convivenza nei cantieri di lavoratori con diversi regimi contrattuali e gradi di tutela scatena una vera e propria “guerra tra poveri”, in cui talvolta, pur di non perdere il lavoro sono gli stessi operai ad essere omertosi sugli incidenti che avvengono.
Diego Gallo ha ricordato l’esistenza di una vera e propria “aristocrazia operaia” (tra i lavoratori maggiormente sindacalizzati e tutelati) che difficilmente esegue i lavori più pesanti e rischiosi che sono invece il pane quotidiano di interinali, lavoratori occasionali, sub sub appaltatori o di chi lavora direttamente in nero.
Sono i lavoratori a cui capita – ci gela Casson – di essere regolarizzati post mortem per fare passare meno guai ai datori di lavoro. E quando si lavora al massimo ribasso la prima cosa su cui le imprese cercano di recuperare i ribassi applicati pur di aggiudicarsi le gare è tutto ciò che ha a che fare con la sicurezza, oggi come allora. Sulla Elisabetta Montanari, non c’era nemmeno un’estintore, che all’epoca costava 1500 lire. Era considerato una spesa superflua, così come oggi il fatto di lavorare in sicurezza viene percepito come un onere inutile.
Ma è possibile far passare nel nostro paese un’idea di mercato meno frettoloso e meno brutale in cui lavorare possa essere anche meno pericoloso? Credo si debba trovare il modo per far passare l’idea che lavorare in sicurezza deve convenire a tutti, anche all’impresa, anche a costo di mettere mano alle leggi sugli appalti. Perché se ci affidiamo solo alla nostra capacità di controllori rischiamo di fare la figura di quelli che fanno la guerra con la fionda e che vogliono rincorrere gli aerei a piedi, mentre nei cantieri si continua a morire.
Per finire con un’altra storia allo stesso tempo vicina e lontana: il caporalato. Un ricordo in bianco e nero fino a pochi anni fa, oggi tornato in gran voga, basta fare un salto a Piazzale Roma alle sei del mattino.
Venezia, primo maggio 2006
http://campodellunione.org/?p=226

Quest’anno il primo maggio è stato l’occasione in tutta Italia per parlare di sicurezza sul lavoro. A Venezia, in Campo san Barnaba, se ne è discusso a partire dal racconto di un fatto, la storia della strage della Mecnavi di Ravenna, la più grande tragedia del lavoro che il nostro paese abbia conosciuto, per iniziativa delle sezioni Ds di San Polo e Dorsoduro e del Nuovo Circolo 1°maggio.
A discutere con Rudi Ghedini, autore del libro “Nel buio di una nave”, si sono trovati il senatore Felice Casson e Diego Gallo, già segretario regionale della Cgil del veneto.
Il racconto di una storia successa vent’anni fa è stata l’occasione per ricordare i tredici uomini morti nella stiva della nave Elisabetta Montanari, e soprattutto per riflettere sul fatto che in tutti questi anni i morti sul lavoro non sono mai diminuiti (sono sempre tre, quattro al giorno), così come non sono cambiate le ragioni per cui si muore.
Fretta, contemporaneità di lavorazioni incompatibili, scarsa preparazione del personale, assenza di dotazioni di sicurezza sono solo alcune delle concause dell’incidente della Mecnavi, ma anche le ragioni per cui di lavoro si continua a morire oggi.
Le norme previste dal legislatore per la sicurezza – lo ha sottolineato Felice Casson – sarebbero adeguate, ma si tratta di leggi sistematicamente non rispettate, a cui vanno aggiunte la mancanza di cultura della sicurezza e l’assoluta insufficienza dei controlli.
A complicare le cose la convivenza nei cantieri di lavoratori con diversi regimi contrattuali e gradi di tutela scatena una vera e propria “guerra tra poveri”, in cui talvolta, pur di non perdere il lavoro sono gli stessi operai ad essere omertosi sugli incidenti che avvengono.
Diego Gallo ha ricordato l’esistenza di una vera e propria “aristocrazia operaia” (tra i lavoratori maggiormente sindacalizzati e tutelati) che difficilmente esegue i lavori più pesanti e rischiosi che sono invece il pane quotidiano di interinali, lavoratori occasionali, sub sub appaltatori o di chi lavora direttamente in nero.
Sono i lavoratori a cui capita – ci gela Casson – di essere regolarizzati post mortem per fare passare meno guai ai datori di lavoro.
E quando si lavora al massimo ribasso la prima cosa su cui le imprese cercano di recuperare i ribassi applicati pur di aggiudicarsi le gare è tutto ciò che ha a che fare con la sicurezza, oggi come allora. Sulla Elisabetta Montanari, non c’era nemmeno un’estintore, che all’epoca costava 1500 lire. Era considerato una spesa superflua, così come oggi il fatto di lavorare in sicurezza viene percepito come un onere inutile.
Ma è possibile far passare nel nostro paese un’idea di mercato meno frettoloso e meno brutale in cui lavorare possa essere anche meno pericoloso? Credo si debba trovare il modo per far passare l’idea che lavorare in sicurezza deve convenire a tutti, anche all’impresa, anche a costo di mettere mano alle leggi sugli appalti. Perché se ci affidiamo solo alla nostra capacità di controllori rischiamo di fare la figura di quelli che fanno la guerra con la fionda e che vogliono rincorrere gli aerei a piedi, mentre nei cantieri si continua a morire.
Per finire con un’altra storia allo stesso tempo vicina e lontana: il caporalato. Un ricordo in bianco e nero fino a pochi anni fa, oggi tornato in gran voga, basta fare un salto a Piazzale Roma alle sei del mattino.
Marta Meo
Giovedì 26 aprile 2007, ore 18.30
Vag 61, via Paolo Fabbri 110, Bologna
Giovedì 26 aprile, nell'ambito delle "quattro giornate di resistenza alla precarietà", organizzate dall'Officina dei Media Indipendenti Vag 61 , Bruno Papignani, segretario provinciale della FIOM, e Gino Rubini, realizzatore del sito www.diario-prevenzione.it, presentano il libro di Rudi Ghedini "Nel buio di una nave". Un'occasione per parlare di lavoro nero, caporalato, precarietà, sicurezza e dignità del lavoro.
Il libro parla della strage che si verificò nel porto di Ravenna, vent'anni fa: il 13 marzo 1987, tredici lavoratori persero la vita soffocati nella stiva della gasiera Elisabetta Montanari all'interno del cantiere Mecnavi. Innescato dalla scintilla di una fiamma ossidrica, un piccolo incendio surriscaldò il rivestimento dei serbatoi di combustibile, che gocciolò sul fondo della stiva e prese fuoco a sua volta. Dalla combustione si svilupparono ossido di carbonio e acido cianidrico. L'aria divenne presto irrespirabile. L'autopsia certificò la morte per edema polmonare causato da inspirazione di sostanze tossiche, dopo una lunghissima agonia. Morirono "come topi", disse il cardinale Tonini.
Vent'anni dopo, resta il più spaventoso incidente sul lavoro del dopoguerra: tredici morti, con una lunga catena di responsabilità; le vittime dipendevano da cinque aziende diverse, otto lavoravano in nero, tre non avevano ancora vent'anni, dodici erano picchettini, per qualcuno si trattava del primo giorno di lavoro.
Anche se la percezione del pericolo fu pressoché immediata, le vittime non avevano scampo, non disponevano di alcuna strategia di sopravvivenza: era scarsissima la loro conoscenza dell'ambiente di lavoro, non avevano ricevuto alcun addestramento, una rapida evacuazione era impossibile. Divenne presto chiaro che si trattava di una tragedia annunciata, si scoprirono situazioni inimmaginabili in una realtà ricca come quella ravennate: lavoro nero, caporalato, disprezzo delle più elementari norme di sicurezza, e l'arroganza di imprenditori - i fratelli Arienti - che non tolleravano il sindacato nella loro azienda.
Il libro ricostruisce la vicenda, i passaggi processuali, cosa è cambiato e come si possa ancora morire di lavoro, oggi. Si propone di contrastare la più subdola fra le figure retoriche solitamente accostate agli incidenti sul lavoro: quante volte ci è capitato di sentire la parola strage associata a fatalità? Nel caso Mecnavi, ciò che è accaduto si presenta come una profonda, intollerabile, odiosa ingiustizia. Con una lunga serie di colpevoli: imprenditori, subappaltatori, chi rilasciò le autorizzazioni, chi non vigilò come avrebbe dovuto.
È raro trovare una concentrazione di cause simile a quella che si determinò nel cantiere Mecnavi, ma in un ogni infortunio sul lavoro si ritrovano alcuni fra gli elementi di quella tragedia.
Ore 18.30 - proiezione di "Mai più", film documentario di Fausto Pullano, Nello Ferrieri e Rudi Ghedini (1997)
Ore 19.00 - Bruno Papignani e Gino Rubini presentano "Nel buio di una nave" (Bradipolibri, 2007, 112 pagine, 10 euro), alla presenza dell'autore.
http://www.zic.it/zic/articles/art_749.html

Terni, sabato 21 aprile, ex Siri, Sala dell’orologio
ore 15.00 proiezione del documentario Mai più, di Fausto Pullano Nello Ferrieri e Rudi Ghedini, sulla tragedia nel porto di Ravenna del 13 marzo 1987
a seguire, incontro con il Ministro del Lavoro, Cesare Damiano, Daniele Gaglianone, Rudi Ghedini, autore del libro Nel buio di una nave, Davide Pascutti, autore/disegnatore di Marcinelle. Storie di minatori, Fabrizio Berruti dell’ Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e Luigi Agostini del consiglio di amministrazione dell’INAIL.
Le prossime presentazioni

Sabato 21 aprile, ore 18.00, Terni
presso il Festival Cinematografico dell’Umbria, Ex SIRI
Con CESARE DAMIANO, Ministro del Lavoro, LUIGI AGOSTINI, FABRIZIO BERRUTI, DANIELE GAGLIANONE, DAVIDE PASCUTTI.
Giovedì 26 aprile, ore 18.30, Bologna
presso Vag 61, Officina dei Media Indipendenti, via Paolo Fabbri 110
con BRUNO PAPIGNANI, segretario provinciale FIOM, e GINO RUBINI, realizzatore del sito www.diario-prevenzione.it (promosso dall'Area Ambiente e Salute della CGIL Emilia-Romagna).
Martedì 1 maggio, ore 11.00, Venezia
Campo San Barnaba
con FELICE CASSON, deputato DS, e MARTA MEO, segretaria della sezione DS "Tina Merlin".
Giovedì 10 maggio, ore 20.30, Imola
La Palazzina
con ELISABETTA MARCHETTI, segretaria CGIL di Imola.

Sesto Potere.Com
http://www.sestopotere.com/index.ihtml?step=2&rifcat=110&Rid=112251
Rassegna.It
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Epifani: Mecnavi, 13 operai morti due volte |
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“Morire in quel modo è stato come morire due volte, da soli e invisibili. Questo è il paradosso tragico e inaccettabile che questa vicenda ci consegna. Purtroppo non fu fatta piena giustizia: pene poche, risarcimenti tardivi, in Cassazione fu ricusata la partecipazione come parti civili delle organizzazioni sindacali”. Con queste parole il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani ha concluso oggi a Ravenna la cerimonia di commemorazione del ventesimo anniversario della tragedia della nave gasiera “Elisabetta Montanari”, avvenuta il 13 marzo del 1987, con la morte di 13 operai a causa di un incendio sviluppatosi nelle sue stive... |
http://www.rassegna.it/2007/sicurezza/articoli/mecnavi.htm
Bologna 2000
“Attraverso parole e immagini - sottolineano Cgil, Cisl e Uil di Ravenna presentando la manifestazione - verrà rievocata una tragedia che non è cronaca del secolo scorso. Le nostre coscienze devono essere scosse anche dai dati del 2006, anno in cui 1250 persone hanno perso la vita sul lavoro e gli infortuni sono stati quasi un milione. Oggi come ieri la difesa dei lavoratori e la loro tutela sono il presupposto per la costruzione di una società giusta, in grado di rispettare la vita”.
http://www.bologna2000.com/modules.php?name=News&file=article&sid=51829
Ravenna Notizie.It
Ottocento persone assiepano il teatro Alighieri per ricordare le tredici vittime della Mecnavi. Tanto calore e commozione, mentre sul maxi schermo scorrono i nomi dei tredici operai morti: Filippo Argnani, Marcello Cacciatore, Alessandro Centioni, Gianni Cortini, Massimo Foschi, Marco Gaudenzi, Domenico Lapolla, Mohamed Mosad, Vincenzo Padua, Onofrio Piegari, Antonio Sansovini, Paolo Seconi. Poi le parole procunciate dall'allora arcivescovo, mons. Ersilio Tonini, nell'omelia funebre: 'Mai gli uomini devono essere ridotti come topi'...
http://www.ravennanotizie.it/index.php?option=com_content&task=view&id=5940&Itemid=2

Nel ventennale della tragedia della Mecnavi: oggi a Ravenna
Una tragedia che non si deve dimenticare. Cgil, Cisl e Uil di Ravenna si preparano a ricordare il ventennale della tragedia della Mecnavi.
Era il 13 marzo del 1987, quando 13 lavoratori morirono, nel porto di Ravenna, nella stiva della Elisabetta Montanari. A distanza di 20 anni, Cgil, Cisl e Uil di Ravenna, con il supporto delle istituzioni locali, ricorderanno la tragedia attraverso un convegno in programma al Teatro Alighieri, un libro, curato dal giornalista Rudi Ghedini, e un filmato, frutto della collaborazione tra Ghedini e Nello Ferrieri.
Saranno presenti i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil – Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti - il ministro del Lavoro Cesare Damiano e il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani.
A Bertinoro, lunedì 11 marzo
http://www.turismoforlivese.it/index.asp?id=2010200&nscheda=0000000103044&lingua=IT
Centro Universitario, sala Jacopo da Bertinoro, ore 20.30
http://www.comune.ravenna.it/binary/com_ravenna/news/CGIL_13Marzo_LocandinaRa.1172754965.pdf
Sono passati venti anni, ma leggendo la cronaca della tragedia Mecnavi non è possibile sfuggire all'emozione e alla rabbia. L'emozione per la perdita di quelle tredici vite, la rabbia perché la loro morte poteva essere evitata. La tragedia di quel 13 marzo non deve essere dimenticata, il tempo non può cancellarla. A distanza di 20 anni, Cgil, Cisl e Uil di Ravenna, con il supporto e la collaborazione delle istituzioni locali, hanno deciso di ricordare quei giorni con un convegno, un libro, curato dal giornalista Rudi Ghedini, e un filmato, frutto della collaborazione tra Ghedini e Nello Ferrieri. Attraverso parole e immagini verrà rievocata una tragedia che non è cronaca del secolo scorso. Le nostre coscienze devono essere scosse anche dai dati del 2006, anno in cui 1.250 persone hanno perso la vita sul lavoro e gli infortuni sono stati quasi un milione. Oggi, come ieri, la difesa dei lavoratori e la loro tutela sono il presupposto per la costruzione di una società giusta, in grado di rispettare la vita.
Ravenna 13 marzo 2007 ore 9.30 Piazza del Popolo - ore 10.00 Teatro Alighieri
http://www.comune.ravenna.it/pagine/index.php?t=news&ref=6&id=745
Lunedì 12 marzo, ore 20.30
Bertinoro
Centro Universitario
presentazione del libro
insieme a Nevio Zaccareli (sindaco di Bertinoro), Massimo Bulbi (presidente della Provincia di Forlì-Cesena), Enzo Santolini (segretario Cgil FC).
http://www.cgilra.it/prima_pagina.asp?p=2
http://www.rassegna.it/motore/notizie/news-oggi1.asp?ID=29927&data=20/02/2007
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Nel ventennale della tragedia della Mecnavi: Epifani a Ravenna il prossimo 13 marzo |
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http://www.claudiocaprara.it/default_30.aspx?id_blogdoc=1362526
... Quando tredici corpi senza vita vennero estratti dalla nave gasiera Elisabetta Montanari, il 13 marzo 1987, nel più grande cantiere privato del porto di Ravenna e dell’intero Adriatico, prima i soccorritori e poi i giornalisti rimasero stupefatti dall’aspetto dei picchettini: facce annerite, maglioni pesanti, infilati uno sopra l’altro, pantaloni di velluto spesso, passamontagna, giacca e pantaloni di tela cerata, lunghi stivali. Sui giornali del 14 marzo tutti scoprirono la parola picchettino e dovettero associarla a una tragedia.
(La prima pagina e mezzo del libro di Rudi Ghedini, in uscita per BradipoLibri, dedicato al più grave incidente sul lavoro che si è verificato in Italia nel Dopoguerra. Si tratta di un libro-documento, notevole).
L'ultima volta che sono andato in tivù, nel maggio 2004, era su TeleLombardia, in un talk show accanto a Iva Zanicchi e Marco Formentini (per chi se lo fosse scordato, Formentini era dei nostri). Il tema del dibattito erano le bugie di Berlusconi, e io - in collegamento da una tv locale di Bologna - ogni volta che venivo coinvolto, spendevo parole di apprezzamento per il Cavaliere, per la sua carica rivoluzionaria nel calcio italiano, persino per la sua fissazione sull'attacco a due punte. Fra gli altri, in studio, c'era Andrea Pinketts, e il programma è scivolato via fra una serie di motti e facezie. Mi sarei anche divertito, se non fosse che la signorina cameraman mi ha messo seduto, ha puntato la telecamera e se n'è andata; ogni tanto scrutavo il monitor, avevo paura di muovermi e uscire dall'inquadratura.
Stasera torno in tv. Per la precisione sul satellite di Nessuno Tv, dalle 19.00 alle 20.30. Nessuno Tv sta sul canale 890 di Sky; la trasmissione sarà irradiata anche da alcune tv locali fra cui Nuova Rete, TeleModena e TeleRadioCittà.

Il programma non sarà proprio frivolo, si parlerà di incidenti sul lavoro, prendendo spunto dal ventesimo anniversario del 13 marzo 1987, quando tredici operai morirono soffocati nella stiva di una nave, nel cantiere Mecnavi del porto di Ravenna.
In studio ci saranno il Ministro del Lavoro, Cesare Damiano, la responsabile nazionale per la sicurezza della CGIL, Paola Agnello, il sindaco di Ravenna e il presidente della Provincia, un altro paio di onorevoli, il regista Mimmo Calopresti e il sottoscritto. Verranno trasmesse alcune parti del documentario che realizzai dieci anni fa - insieme a Fausto Pullano e Nello Ferrieri - intitolato "Mai più" (lo presentammo al Torino Film Festival, lo vide anche Nanni Moretti).
Il libro, intanto, è andato in stampa. Ancora in terza correzione bozze ho trovato refusi (steso anziché stesso) e chiesto piccoli cambiamenti nell'impaginazione, rendendomi odioso ai grafici e all'editore. ![]()
So che l'adrenalina mi abbandonerà tutto in un colpo, e presto cascherò dal sonno.